Diventa nostro Fan seguici su Image and video hosting by TinyPicImage and video hosting by TinyPic

 

Image and video hosting by TinyPic 

 

Assoconsulenza è un'organizzazione autoregolamentata di categoria dei Consulenti di Investimento aderente e monitorata dalla Consulta delle Associazioni delle professioni emergenti del CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro). Vedi credenziali... Fondata a Milano in data 16 dicembre 1996, l'unica associazione dei Consulenti di Investimento accreditata e riconosciuta a livello istituzionale essendo entrata a far parte rispettivamente dal 1999 e dal 2000 del COLAP - Coordinamento delle Libere Associazioni Professionali e della Consulta delle Associazioni delle Professioni Emergenti.

 

 

CAMPAGNA ABBONAMENTI ASSOCONSULENZA

 

Cari Amici e Colleghi,

con la presente sono lieto di poter comunicare che Assoconsulenza Associazione Italiana Consulenti di Investimento
www.assoconsulenza.com in collaborazione con Trend-online.com, www.trend-online.com , 1.500.000 di visitatori unici annui e Golf People Club Magazine www.golfpeople.eu , 250.000 copie diffuse tra la versione cartacea e quella digitale , mettono a disposizione, in forma esclusiva 50 abbonamenti trimestrali gratuiti riservati a imprenditori , investitori ed intermediari finanziari .

L'offerta prevede un abbonamento trimestrale completamente gratuito ai servizi di Trendonline , a scelta tra FOREX, AZIONARIO o DERIVATI . Ai primi 50 che aderiranno a questa offerta è richiesta una semplice REGISTRAZIONE allo
sponsor FOREXYARD.

Per l’adesione è necessaria una conferma alla casella email
helpdesk@trend-online.com indicando il servizio e la modalità scelta (email o/e sms) e ovviamente la registarzione allo sponsor.I segnali verrano inviati per un periodo di 3 mesi in email e se verrà indicato il numero di cellulare anche in sms.

LETTERA ANESTI DI FEBBRAIO 2012

Così lo storico Tucidide nella “Guerra del Peloponneso” (431 a.C. 404 a.C.) riporta la frase intimata dagli ateniesi ai rappresentanti di Milos dopo che Atene aveva invaso con il suo esercito la loro isola [...] Poi gli Ateniesi mossero anche contro l'isola di Milos…..(i cui abitanti n.d.r.) i Melii, che sono coloni spartani, non volevano assoggettarsi, come facevano gli abitanti delle altre isole, al predominio di Atene…..[Così dunque parlarono loro gli Ateniesi n.d.r.] : "Da parte nostra, non faremo ricorso a frasi sonanti;… poiché voi sapete tanto bene quanto noi che, nei ragionamenti umani, si tiene conto della giustizia quando la necessità incombe con pari forze su ambo le parti; in caso diverso, i più forti esercitano il loro potere e i piú deboli vi si adattano"[V.89] . Con un salto in avanti di circa 2.500 anni fino ai giorni nostri, sembra di udire in questo passo il diktat di un ministro delle finanze tedesco ad un ministro delle finanze greco.

E’ una frase, quella citata da Tucidide, tornata spesso alla memoria dei greci contemporanei che, come gli abitanti dell’isola di Milos di un tempo, sono oggi costretti dalla catastrofe economica in cui sono precipitati ad accettare “l’utile; non il giusto” espiando colpe loro e anche di altri, i quali (Germania e Francia in testa che per primi nel 2003 derogarono al Patto di Stabilità), pur avendo commesso gli stessi misfatti della Grecia, l’hanno però fatta franca e oggi si ergono a suoi giudici (vedi al riguardo Lettera ANESTI del Marzo 2010 e del Giugno e Luglio 2011 disponibili nella raccolta alla voce di menù “Lettera ANESTI” del sito www.anesti.it e l’articolo del Financial Times del 21 giugno 2011“The real problem is excessive deference”). C’è da aggiungere a questa breve digressione storica che il non aver allora accettato il cosidetto “utile” e aver tentato di resistere agli ateniesi comportò per gli abitanti di Milos una fine tragica perché, come riferisce ancora Tucidide, furono poi tutti massacrati o presi prigionieri e venduti come schiavi.

Scrivevamo alcuni numeri fà (in Lettera ANESTI n. 91 Dicembre 2011) che la crisi dell’Euro era la tomba della visione europeista gollista basata sul concetto di “Europa delle Nazioni”. Molto meglio di noi ha sintetizzato questo concetto in chiave economica in un suo articolo Thomas Mayer pubblicato in Deutsche Bank AG, DB Research , laddove scrive che fino alla crisi del 2009 è prevalsa una certa confusione fra il concetto di “valuta comune all’interno di una area politica comune” e “unione monetaria fra stati sovrani indipendenti” che perseguono politiche anche fiscali diverse fra di loro. La conseguenza, in questo secondo caso, è che agli sbilanci commerciali che si vengono a creare (deficit di bilancia dei pagamenti) non si può porre rimedio con semplici svalutazioni competitive perché la moneta adottata è unica; pertanto in condizioni estreme di mercato quali quelle che a partire dal 2007/2009 hanno interessato le piazze finanziarie, si possono determinare situazioni di pericolo di collasso del sistema (“Until the beginning of the euro crisis in 2009 EU officials tended to ignore the current account imbalances among EMU member countries. Some of them who failed to grasp the difference between a common currency area within a political union and a currency union of politically sovereign states even insisted that these imbalances were irrelevant. As long as financial markets were buoyant and credit easily available at rock-bottom cost for borrowers of differing quality, the flaw in this argument was not laid bare. This changed abruptly when risk appetite in credit markets plunged in the course of the financial crisis and EMU member countries with high government deficits or debt and a bleak economic outlook experienced a “sudden stop” of capital inflows and even net capital outflows.” Thomas Mayer; DB Research November 2011).

La Germania appoggiata dalla Francia e da qualche altro paese ha reagito a questo indubbio difetto strutturale della Unione Europea in due modi. Il primo (vedasi www.anesti.it Lettera ANESTI n. 92 Gennaio 2012) cercando di imporre delle regole al mercato finanziario per limitare i danni di un sistema incontrollato troppo incline all’assunzione di rischi puramente speculativi ai danni dei risparmiatori (e degli stati sovrani). La guerra è ancora in corso; sinora ci sono state due ondate di assalto all’Euro rintuzzate dalla BCE sostenuta dalla Germania. Il secondo lasciando evolvere la crisi di paesi dell’Area Euro quali Irlanda, Grecia, Portogallo, Spagna ed Italia sino al punto in cui questi paesi sono stati costretti ad adottare provvedimenti drastici e dolorosissimi ad un costo sociale ed umano altissimo per riportare il loro debito pubblico in un alveo compatibile, se non con una riacquisita credibilità sui mercati finanziari internazionali, almeno con i livelli che, per decisione politica, i paesi in surplus ritengono essere la soglia minima al di sopra della quale loro sono disponibili a soccorrere gli stati a rischio fallimento e al di sotto della quale sempre loro (i paesi in surplus) sono pronti a mandare in malora quelli che a questi criteri non si uniformano.

In questa manovra si è trovata impantanata anche la Gran Bretagna che –dopo aver esecrato per decenni la figura storica di De Gaulle - ha creduto che almeno i meccanismi di assunzione delle deliberazioni da lui a suo tempo dettati all’Europa fossero ancora validi e si potesse mantenere lo status quo attraverso il semplice veto di uno stato membro contro la volontà degli altri 26 stati dell’Unione Europea, dimenticando che questi non sono tempi normali. Sappiamo tutti come è finita: con la più disastrosa sconfitta diplomatica del secondo dopoguerra subìta dal Governo di Londra (26 a 1). Questo esito che pure ha scatenato ondate di rabbia in Gran Bretagna e una aggiuntiva revulsione per l’adozione dell’Euro al posto della Sterlina, deve far riflettere su quale sia il futuro possibile di quel paese. Se è vero, come precedentemente accennato, che alla lunga deficit commerciali e deficit pubblici sono insostenibili e che azioni correttive vanno urgentemente intraprese, a nostro modesto avviso questo è vero sia che tutti usino la stessa moneta sia che alcuni usino monete diverse (non ci sono scappatoie offerte da svalutazioni e dall’isolamento valutario). Questo perché il deficit di produttività e concorrenzialità dell’Europa rispetto ad altre aree del mondo sta crescendo per tutti i paesi europei (anche quelli che hanno ancora una flessibilità dei cambi) e non solo per alcuni. Cerchiamo di essere più espliciti. La crisi sta comportando come abbiamo visto dolorosissimi meccanismi di aggiustamento strutturale all’interno dell’Area Euro che sono almeno in parte compensativi di differenze profonde del potenziale produttivo dei vari paesi che ne fanno parte. Riusciranno questi paesi a trovare meccanismi riequilibrativi meramente economici in attesa che un giorno si realizzi una unione politica più forte sul modello federale americano anche per l’Unione Europea ? Allo stato attuale è troppo presto per saperlo o anche semplicemente intuirlo.

Ma cosa ne sarà dei paesi che sono fuori dall’Euro ma all’interno dell’Unione Europea e che tuttavia come nel caso della Gran Bretagna sono essenziali per una costruzione europea solida, duratura e non confinabile a quella che l’economista Federico Caffè chiamava “l’Europa di Carlomagno” ? La Gran Bretagna ha attuato fra gli anni Settanta e gli anni Ottanta una prima serie di riforme essenziali per trasformarsi da ex centro di un vastissimo impero coloniale a paese ex coloniale ma competitivo e moderno. Ma dobbiamo essere sinceri: la trasformazione ha avuto luogo non rivitalizzando (o ricostruendo come nella Germania del dopoguerra) i settori manifatturieri decotti o andati distrutti dalla guerra ma semplicemente eliminandoli tout court e puntando quasi esclusivamente sull’industria dei servizi (in particolare quelli finanziari). Questa politica economica è stata resa sostenibile allora solo in virtù della circostanza che dalla fine appunto degli anni Settanta sono entrati in produzione i giacimenti del Mare del Nord. Ciò ha comportato la possibilità di utilizzare risorse che prima sarebbero state necessarie per comprare petrolio sui mercati mondiali, destinandole all’acquisto di altri beni che hanno garantito un accettabile standard di vita per molti decenni alla popolazione britannica. Hanno inoltre favorito la nascita di attività di servizio connesse all’industria petrolifera che hanno garantito nuovi livelli occupazionali sostituendo in parte ed in modo meglio remunerato dei precedenti i posti di lavoro che scomparivano nei settori tradizionali ( quali quelli nelle miniere di carbone o nel settore automobilistico). Oggi la situazione è diversa. Il petrolio del Mare del Nord è soggetto a lento ma inesorabile esaurimento. Il settore manifatturiero è inesistente o, dove sopravvive, è comunque in forte crisi. I servizi finanziari erogati dalla City londinese sono a rischio non perché la Germania vuole frapporre nuove regole ma perché questo settore –così vitale per l’economia inglese- ha dimostrato di non essersi saputo autoregolare dal suo interno e di non aver saputo prevenire le catastrofi finanziarie che ha in qualche modo contribuito, col suo atteggiamento passivo, a scatenare. Inoltre la situazione del deficit pubblico britannico è molto peggiore di quanto si potesse paventare ancora pochi mesi or sono come narra un dispaccio del 2 Febbraio scorso del London Stock Exchange dal titolo “IFS warns on unprecedented spending cuts” in cui si parla di un buco aggiuntivo (rispetto a quanto stimato nel Marzo scorso) nei conti pubblici britannici di 23 miliardi di sterline che porta in Gran Bretagna alla scoperta di deficit non precedentemente conteggiati, dall’inizio della crisi finanziaria ad oggi, per un totale complessivo di ben 114 miliardi di sterline pari a circa 138 miliardi di Euro (“The Institute for Fiscal Studies says the scale of spending cuts facing Britain is almost without precedent as it calls for tax cuts to avoid recession. Independent think-tank the Institute for Fiscal Studies has warned that Britain is facing spending cuts "almost without historical or international precedent". "The sheer scale of the cuts is daunting," the IFS said. Based on official figures it estimates suggest that since the start of the financial crisis and recession, a £114bn hole in the public finances has emerged. This is £23bn more than was thought last March and what has prompted chancellor George Osborne to pencil in two more years of severe spending cuts in 2015–16 and 2016–17”). Se questo errore di sottostima del debito fosse capitato ai poveri greci assisteremmo già a deportazioni di massa in campi di concentramento e a lavori forzati. Chi pensa che in una situazione simile la Gran Bretagna sia esente da rischi solo perché fuori dall’Euro e perchè possa continuare a svalutare all’infinito la sterlina è un ingenuo o forse non ha capito molto di come funzioni una economia globalizzata. Almeno i paesi deboli dell’Euro si stanno rimboccando le maniche e si stanno ponendo seriamente il problema dei recuperi di produttività attraverso riforme strutturali per rilanciarsi a lungo termine. In Gran Bretagna ci si trastulla ancora nella illusione che una guida risoluta che pensi solo a stringere la cinghia sia sufficiente per rivitalizzare una economia in declino e rilanciare una politica industriale trascurata per oltre un secolo.

Tutti –giustamente- sostengono che ci debba essere assieme alla politica del bastone anche quella della carota ossia misure di rilancio della economia e una fasatura temporale degli interventi per evitare un affollamento di misure aventi tutte e contemporaneamente impatto recessivo. Quali tali misure di rilancio siano o debbano essere ancora nessuno lo sa. Intanto però, come ci racconta un recentissimo studio del Fondo Monetario Internazionale (IMF Working Paper No. 12/44: The Global Macroeconomic Costs of Raising Bank Capital Adequacy Requirements; February 2012), sta andando avanti l’aumento dei livelli di ricapitalizzazione delle principali banche dei 15 paesi più sviluppati al mondo che se realizzato senza efficaci provvedimenti di politica monetaria nella semplice misura dell’1 % provocherà un rallentamento della economia mondiale dello 0,5 % e accentuerà il profilo recessivo dell’attuale momento economico senza realmente sollevarci dalla preoccupazione che parte del settore bancario europeo sia ancora a rischio default (“the Macroeconomic Assessment Group (MAG), chaired by the Bank for International Settlements (BIS), and the Long-term Economic Impact (LEI) group of the Basel Committee for Banking Stability (BCBS) estimating the impact of introducing higher capital requirements for globally systemically important banks (GSIBS) in each of 15 major economies estimates that, in the absence of any monetary policy response, a permanent synchronized global increase in capital requirements for all banks by 1 percentage point, would cause a peak reduction in GDP of around 0.5 percentage points, of which around 0.1 percentage points would result from international spillovers”).

EUTIMIO TILIACOS

Linacre College

Oxford University

 

Condividi  

 

ISFOA LIBERA E PRIVATA UNIVERSITA' INTERNAZIONALE

 

Stefano M. Masullo, segretario generale Assoconsulenza e rettore ISFOA Libera e Privata Università Internazionale Svizzera, il riconosciuto fondatore dell‘ attività di consulenza finanziaria indipendente in Italia, nel corso di una cerimonia ufficiale svoltasi a Milano nella sala riunioni di Assoconsulenza Associazione Italiana Consulenti di Investimento ha consegnato personalmente , al candidato Saverio Berlinzani , socio ordinario nonchè direttore Area Divise e Mercato Forex Assoconsulenza , trader professionista , fondatore ed amministratore Trading & Relax , risultato uno dei più brillanti studenti di Trading Finanziario ed Intelligenza Artificiale del proprio corso, il Diploma di Laurea in Scienze Finanziarie con specializzazione in Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari , conseguito dopo aver frequentato l ' intero ciclo di lezioni ed aver superato con esito positivo la dissertazione della tesi di laurea .

ISFOA Libera e Privata Universita Internazionale opera a tutti gli effetti quale Università in virtu’ degli Art. 20 e 27 della Costituzione Federale Svizzera, offrendo corsi che portano al conseguimento di titoli accademici di Bachelor Degree (Lauree triennali), Master Degree (lauree specialistiche), Executive Master e Master of advanced studies, oltre che Dottorati di Ricerca - PhD , corrispondenti ai livelli 6,7,e,8 del sistema europeo E.Q.F.European Qualification Framework , e di conseguenza è stato riconosciuta come università privata nel sistema universitario svizzero.

Ne consegue che i titoli conferiti ,in quanto rilasciati da una università riconosciuta dalla competente autorità appartenere al sistema di insegnamento superiore , possono essere ammessi al riconoscimento in tutti i paesi d’Europa ai sensi della Convenzione di Lisbona del 1997 del Consiglio d’Europa sul reciproco riconoscimento delle qualifiche universitarie.

I titoli accademici rilasciati da ISFOA Libera e Privata Universita Internazionale sono percio’

validi titoli universitari in Svizzera e in tutti i paesi d'Europa.

 

 

VISUALIZZA IL SEGUENTE ALBUM FOTOGRAFICO


foto 1 foto2 foto 3 foto 4



Condividi  

 

ALFIO BARDOLLA SOCIO ASSOCONSULENZA

Alfio Bardolla , il maggior esperto in Italia di wellness finanziario , fondatore e presidente della società ABTC Alfio Bardolla Training Company e della catena di esercizi commerciali Arnold Coffee , autore dei best sellers pubblicati dalla prestigiosa casa editrice Sperling & Kupfer intitolati : I Soldi Fanno la Felicità , L ' Arte della Ricchezza , Milionari 2 Anni e 7 Mesi , e di YES primo gioco da tavolo italiano sulla finanza , nominato socio ordinario Assoconsulenza Associazione Italiana Consulenti di Investimento con il numero di matricola 680 , il 25 ottobre 2009 , dopo che nella stessa sessione esaminatrice furono respinte ben 12 candidature , è stato definito il miglior CTA Commodity Trading Advisor del mondo da StrategyXchange autorevole e prestigiosa piattaforma di trading fondata nel 1991 con sedi a Chicago e Tel Aviv .



 

ORGANISMO CONSULENTI DI INVESTIMENTO

 

Il sottoscritto Stefano M. Masullo nella duplice veste di socio fondatore e di segretario generale Assoconsulenza Associazione Italiana Consulenti di Investimento , la prima ed unica associazione italiana di categoria riconosciuta a livello istituzionale , contravvenendo ad uno stile ,che da sempre ha caratterizzato l’operato sia a livello personale che associativo , improntato , non sul clamore e sui proclami a mezzo stampa , ma sulla concretezza operativa e sulla incontrovertibilità dei fatti ,comprovato da alcuni elementi oggettivi quali quelli elencati nelle righe successive , con la presente lettera ufficiale , prendendo spunto da una lodevole iniziativa avanzata nei giorni scorsi da una altra associazione di categoria , di dimensioni e rilevanza marginale rispetto alla organizzazione scrivente , nata a distanza di ben due lustri dopo dall ' avvio di Assoconsulenza e soprattutto grazie ad una esperienza pluriennale maturata dagli attuali dirigenti proprio all ' interno di Assoconsulenza , dove hanno avuto l'opportunità di imparare direttamente le fondamenta operative , organizzative e normative della professione in oggetto , intende avanzare , una proposta concreta e reale per la risoluzione del pluriennale problema dell' avvio dell' Albo dei Consulenti Finanziari Indipendenti , il tutto senza alcun aggravio da parte delle istituzioni pubbliche ed in linea con l ' orientamento intrapreso dall ' attuale esecutivo in materia di liberalizzazioni delle professioni e di sviluppo delle opportunità professionali e di conseguenza della crescita del prodotto nazionale .Nel Documento del Tavolo di Lavoro Consob elaborato nel periodo intercorrente tra il mese di agosto e quello di dicembre 2010 è contenuto un "business plan" che evidenzia un fabbisogno finanziario iniziale per l’avvio dell’Albo che , seppur contenuto rispetto alle stime prospettiche di sviluppo della categoria individuate in 5/10.000 soggetti , è stato informalmente indicato quale unica causa ostativa all’effettiva operatività dell’Albo stesso .Considerato che la normativa sui requisiti ed il Regolamento sugli adempimenti dei consulenti finanziari indipendenti sono già stati redatti e pubblicati dalle Autorità competenti (Ministero dell’Economia e Consob), la proposta individuata nei giorni scorsi si compone di due fasi:

1. nella prima, si prevede la creazione di un "Registro" all’interno del quale possano confluire tutti quei soggetti già in possesso dei requisiti stabiliti dalla Legge (che rappresentano la maggior parte dei futuri iscritti), non tenuti al superamento della prova valutativa (promotori, dipendenti bancari, dipendenti di altri soggetti abilitati e soggetti indipendenti operativi).

Tale soluzione permetterebbe in un primo momento di non dover sostenere i costi per l’organizzazione dell’esame, di poter disporre immediatamente di risorse derivanti dal pagamento dell’iscrizione al Registro stesso e di consentire all’Autorità di Vigilanza di disporre di un elenco di professionisti e società di consulenza già operativi che possano agire in un contesto regolato e non solamente autoregolamentato come avviene oggi.

 

2. in una seconda fase, con le risorse derivanti dalle quote di iscrizione, sarà possibile organizzare le sessioni d’esame necessarie per l’accesso alla professione di coloro i quali non dispongono dei requisiti e devono pertanto superare la prova valutativa .Alla luce di tali considerazioni la soluzione esiste già ed oltretutto con successo da 15 anni ed è quella strutturata fin dalla data di costituzione , avvenuta nel 1996 , da Assoconsulenza , infatti tale Registro e le relative modalità operative elencate , sessioni di esami , valutazione dei profili , riscossione delle relative quote , decisioni e ratifiche in materia di provvedimenti e sanzioni è già operativo .Assoconsulenza Associazione Italiana Consulenti di Investimento , quindi , in sintesi si offre di conferire al nascituro Organismo di Controllo in toto e senza alcun corrispettivo economico , all' infuori della presenza di diritto nel comitato direttivo di un proprio rappresentante , tutto l'impianto organizzativo ed operativo già rodato e collaudato con successo in quindici anni di attività .

Assoconsulenza fin dalla sua costituzione avvenuta nel dicembre 1996 ha esercitato di fatto una funzione di Albo Autoregolamentato Professionale di categoria svolgendo le funzioni di regolamentazione e di vigilanza e provvedendo di conseguenza ad individuare,reprimere e comminare i relativi interventi disciplinari come visibile dal sito internet istituzionale www.assoconsulenza.com.

Assoconsulenza a far data dall’ anno 2006 è presente ufficialmente ,su esplicito invito del direttore generale ABI Associazione Bancaria Italia,sull’annuario ABI delle istituzioni finanziarie e creditizie italiane.

L’istituzionalizzazione e lo sviluppo in Italia dell’attività di consulenza agli investimenti ha una data di nascita precisa ed un riconosciuto fondatore da cui sono derivate in seguito tutte le iniziative aziendali ed istituzionali sviluppatesi successivamente.

Milano 16 dicembre 1996 con atto pubblico del notaio Ubaldo La Porta viene costituita ASSOCONSULENZA Associazione Italiana Consulenti di Investimento,nasce ufficialmente l’attività di consulenza agli investimenti in Italia.Stefano M. Masullo ne è il promotore ,socio fondatore e segretario generale fin dalla costituzione

nonché socio fondatore,azionista di riferimento e presidente,dal 1995 al 2006,di una delle più note ed importanti società specializzate nella consulenza agli investimenti OPUS CONSULTING SpA.

Milano ottobre 1997 viene presentato ed istituito IL PRIMO MASTER UFFICIALE in ITALIA per CONSULENTI DI INVESTIMENTO realizzato da ASSOCONSULENZA giunto ormai alla 40 esima edizione frequentato con successo da oltre 500 partecipanti provenienti da banche,SIM, compagnie di assicurazioni,studi legali,finanziarie,studi commerciali e di consulenza,società di revisione,studi notarili ed istituzioni pubbliche e private.Milano gennaio 1999 viene elaborato e pubblicato da parte di ASSOCONSULENZA il primo CODICE ETICO di COMPORTAMENTO dedicato espressamente alla figura del CONSULENTE di INVESTIMENTO ed adottato obbligatoriamente dagli iscritti all’associazione. Milano gennaio 2000 viene elaborato e pubblicato da parte di ASSOCONSULENZA il primo DECALOGO di COMPORTAMENTO dedicato espressamente alla figura del CONSULENTE di INVESTIMENTO ed adottato obbligatoriamente dagli iscritti all’associazione.

Milano novembre 2002 viene realizzato il primo ed unico libro pubblicato in Italia dedicato alla figura del consulente di investimento intitolato IL CONSULENTE DI INVESTIMENTO e scritto da Stefano M. Masullo e Massimiliano Romano tale volume contiene IL PRIMO CONTRATTO UFFICIALE depositato in CONSOB per regolamentare il rapporto consulente cliente ed il PRIMO STATUTO UFFICIALE per la costituzione di una società di consulenza agli investimenti.

 

Condividi  

 

ARTICOLO ECONOMICO

Carissimi Amici e Consoci
in allegato si trova il primo di una serie di analisi macroeconomiche ed operative che avranno cadenza settimanale a cura del socio ordinario Justin C. Paolini già collaboratore di Borsa & Finanza e di ww.trend-online.com .
Citando la duplice fonte Assoconsulenza e Justin C. Paolini è possibile riprodurre il pezzo .

 

Visualizza documento clicca qui

Condividi 

CAMBI E DINTORNI

 

Carissimi Amici e Consoci
in allegato si trova il consueto articolo settimanale contenente analisi macroeconomiche ed operative a cura del socio ordinario Justin C. Paolini già collaboratore di Borsa & Finanza e di ww.trend-online.com , docente Università Internazionale Svizzera ISFOA .
Citando la duplice fonte Assoconsulenza e Justin C. Paolini è possibile riprodurre il pezzo .

 

Visualizza il documento Clicca qui

 

 

RADIAZIONE SOCI ASSOCONSULENZA

 

Anno 2011
La Commissione Disciplinare che ha lo scopo di elaborare un Codice Etico di Comportamento,di regolare e vigilare sulla corretta applicazione dello stesso e di sanzionare con i relativi provvedimenti coloro che non si attenessero a tali modalità , nel corso dell’anno ha provveduto , secondo quanto disposto dall’articolo 9 dello Statuto , alla radiazione d’ufficio di 6 nominativi che nel corso del 2011 , nonostante i solleciti scritti ed i termini di recesso previsti dall’articolo 8 dello Statuto, non hanno provveduto alla regolarizzazione della quota associativa annuale dovuta:
Massimo Corsini ;
Fausto Bassoli ;
Carlo Bo ;
Santino Ficarra ;
Antonio Giugno ;
Mattia Lettieri .
Tale provvedimento viene reso pubblico mediante comunicato stampa diffuso a livello nazionale attraverso internet ed organi di stampa a carattere economico finanziario , in particolare nella rubrica dedicata alle notizie di Assoconsulenza ospitata sulla testata Golf People Club Magazine www.golfpeople.eu , oltre 250.000 copie diffuse tra la versione digitale e quella cartacea e circa 35.000 visite mensili sul relativo sito , e sul portale www.tend-online.com , oltre 2milioni di visitatori annui appartenenti al settore finanziario .

 

 

 

 

Archivio News Blog Assoconsulenza >>

Golf People Magazine >>

 

 

Partner web

Miludasite mark agency

P&F Communication Web Agency

 

contatto email

info@assoconsulenza.eu

 

ASSOCIAZIONE - SOCI - FORMAZIONE - GALLERIE - LINKS

 

 

________________

ASSOCIAZIONE

SOCI

FORMAZIONE

GALLERIE

LINKS

banner5febred

Rassegna Stampa

Golf People Magazine News

Pubblicazioni

Attestazioni e Riconoscimenti

Normativa MIFID

Convegno MIFID

MIFID e Classificazione Clientela

Tutela del Consulente

Professione Consulente

Hedge Fund e Forex

Il Mercato Forex

 

Osservatorio Finanziario

APPROFONDIMENTI

a cura di Stefano M. Masullo, wap-mag.com

Osservatorio Valutario

a cura di Cesare Mallia, Sintesi Consult

Osservatorio IFIIT

a cura di Stefano M. Masullo, wap-mag.com

I Consigli di Stefano M. Masullo

a cura di Stefano M. Masullo, Eurosopa

a cura di Eugenio Benetazzo, benetazzo

Osservatorio Materie Prime

a cura di Massimo D'Ambrosio

Contributi Soci Assoconsulenza

a cura di Stefano M. Masullo, Eurosopa

Archivio News Blog Assoconsulenza >>

Agenzia Governativa HONG KONG

Scheda di Iscrizione

Il Caso Assoconsulenza

Lettera a Romano Prodi

Angelo Dejana

Namibia Report 2007

I Porti di Ulisse

De Vittori SA

Sintesi SpA

Il Mediatore Creditizio

Il Mediatore Creditizio 2

Relazione Annuale AIBE

Assoconsulenza Protagonista

al Taranto Finanza Forum

DOCUMENTI

Banche Islamiche

Shirkah Finance

La crescita della Finanza Islamica

Finanza Islamica e Bahrein

Glossario di Finanza Islamica

Finanza Islamica a Milano

Presentazione Mohamad Bakkar

Presentazione Duncan Smith

Presentazione Federica Miglietta

Presentazione Vincenzo Paparo

Masullo su Shirkah Finance

Relazione Hatem Abou Said

Finanza Islamica su W&P Magazine

 

 

 

FINANZA ISLAMICA

Capitali Russi in Italia

Rossia Magazine

FINANZA IN RUSSIA

Osservatorio Legale

a cura di Rosanna Cafaro, rosannacafaro.it

W&P Magazine

Calendario 2009

Archivio W&P

Rassegna Stampa W&P

WORLD & PLEASURE MAGAZINE

a cura di Nicola Antonucci, ComplexLab.com

Osservatorio Scenari Complessi

Fuori dal Coro

a cura di Onelio O. Francioso

Osservatorio Astrofinanza

a cura di Stefano M. Masullo, wap-mag.com

Osservatorio Luxury

a cura di Stefano M. Masullo, wap-mag.com

Osservatorio Protagonisti

a cura di Pierpaolo Molinengo, newspages.it

AnimatedModernSignNew1a2a2a3a

Osservatorio Immobiliare

a cura di Salvatore Gaziano, moneyreport.it

Osservatorio Money

a cura di Stefano M. Masullo, wap-mag.com

AnimatedModernSignNew1a2a2a3a2

Osservatorio Fiscale

a cura di Stefano M. Masullo, wap-mag.com

Osservatorio Normativo

AnimatedModernSignNew1
AnimatedModernSignNew1a
shirkahmini
shirkahmini
wap06a
RossiaCopertina012008
wap06
AnimatedModernSignNew1a2a2a3a2a
AnimatedModernSignNew1b

a cura di Gianfranco Chierici, unisfoa.ch

Osservatorio ISFOA

AnimatedModernSignNew1a2a2a3a2a1
AnimatedModernSignNew1a1

a cura di Fabio Sipolino, financialpolis.com

Osservatorio FINANCIAL POLIS

AnimatedModernSignNew1a2a2a3a2a1b
copertinamini
ASSOCONSULENZA
herve leger bandage skirt exact replica watches chi hair straighteners